LA CITTA'
La preziosa Ravenna incastonata con i suoi mosaici in una cornice di verde, oggi come nei secoli passati, si distende sulla costa dell’Adriatico offrendo la visione di città attiva e, al contempo, carica di gloriosa storia.
La città, fin dall’età di Augusto, era il nucleo urbano del potente porto militare di Classe. Nel 402 assurge a capitale dell’impero romano d’occidente; con Teodorico era stata la base più importante dell’impero romano di oriente dell’epoca bizantina, e lo rimase fino al 751.
Il vento bizantino portò sulle coste adriatiche la sua magnificenza e Ravenna raggiunse il periodo di massimo splendore nel V – VI secolo: nel 540 divenne la capitale dell’Esarcato.
Di questo periodo rimangono straordinarie vestigia: il Mausoleo di Galla Placidia, la Chiesa di San Giovanni Battista, il Battistero Neoniano, il Battistero degli Ariani, la Basilica dello Spirito Santo, il Museo Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, le stupefacenti basiliche di San Vitale (antichissimo monastero benedettino, citato dai documenti a partire dal X secolo), Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe, con i favolosi mosaici, oggi dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che rendono Ravenna unica e famosa in tutto il mondo: uno scrigno di architetture e arte tardoantica e altomedievale di eccellentissimo livello.
A Ravenna si trovano anche il sepolcro di Dante Alighieri, a fianco della chiesa di San Francesco, ha sede l’Accademia delle Belle Arti e la Pinacoteca Comunale che ospita impostanti opere d’arte. Importanti anche le testimonianze lasciate dalla Repubblica di Venezia: la Rocca e la centrale Piazza del Popolo.
Nell’ex monastero cinquecentesco dei monaci camaldolesi è ospitata la Biblioteca Classense.
Notevoli gli appuntamenti culturali che si svolgono in città, tra i quali spicca Ravenna Festival: punto di riferimento dell’estate musicale di livello internazionale.
Le pinete ravennati – San Vitale, Classe, Cervia – che cingono la città danno la dimensione delle dimensione territoriale di un luogo in cui anche l’ambiente parla il linguaggio della storia.
Un territorio che arriva a lambire le Valli di Comacchio, separate da esse dal fiume Reno. Qui sorge il centro di Sant’Alberto.