I Comuni del Delta del Po Veneto sono 9: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Si estendono per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 sono valli e lagune, mentre gli abitanti dell'intera area sono oltre 73 mila. Origini e storia sono per lo più legate all'evoluzione geologica del Delta e alle alterne vicende tra Venezia e Ferrara. In tutti i Comuni rinveniamo chiese, ville, archeologie industriali e case rurali antiche di un certo interesse o resti archeologici etruschi e romani anche di notevole pregio. Nella zona operano 9400 aziende di cui 2300 artigiane.
- Adria - www.comuneadria.net
E' antica di millenni e ha dato il nome al mare Adriatico. Sorgeva ai limiti della zona di influenza etrusca e gallica e divenne rapidamente florido punto di incontro e di commerci assurgendo a centro di grande importanza dopo l'occupazione greca nel VI secolo a.C. quando divenne nodo di smistamento delle merci per la Pianura Padana. Nel IV sec. a.C. diventò colonia siracusana per poi passare a Roma fra il III e il II sec. a.C. Nei secoli seguenti andò perdendo di importanza, soprattutto a causa del progressivo interramento del Delta che la allontanava progressivamente dal mare. Dopo le invasioni longobarde Adria, protetta dalla laguna e dai confini naturali segnati dal Po e dall'Adige, rivestì una notevole importanza come castello militare e centro commerciale dell'Esarcato. Caduti l'Esarcato e la potenza bizantina, si avviò, nell'VIII-IX sec. a diventare feudo vescovile. Successivamente, Adria ebbe un'organizzazione comunale, che si mantenne fino alla metà del XIII sec., quando gli Estensi vi installarono un loro rappresentante. Passò sotto Venezia agli inizi del XVI sec. e venne salvata da sicura decadenza grazie alle bonifiche culminate nel 1600. Fu però soltanto con le radicali bonifiche del XIX sec. che vennero resi coltivabili e produttivi i territori circostanti.
- Ariano Nel polesine - www.adigecolli.it/comune.ariano
Il territorio di Ariano si situa tra i due maggiori rami del Po, il Po di Venezia e il Po di Goro. Consegnato nel 1194 da Enrico IV agli Estensi, Ariano ottenne un proprio statuto nel 1328 da Bertoldo d'Este. Nel XV sec., quando l'interramento alluvionale del porto di Loreo fece sparire i confini tra Ferrara e Venezia, Ariano fu oggetto della questione che portò alla guerra tra le due città, così come accadde quando il paese nel 1598 passò sotto lo Stato della Chiesa. Tra l'autorità papale e quella veneziana, Ariano optò per quest'ultima, ma la questione tra i due Stati giunse a una soluzione solo nel 1749 quando il confine venne segnato da pilastri che ancora si trovavano nelle campagne di Mazzorno e Ca' Vendramin. Nella terza guerra d'Indipendenza Ariano fu la prima cittadina a liberarsi ed il tricolore della sua municipalità figurò come cimelio del Risorgimento all'Esposizione di Torino del 1882. La chiesa-convento romanica di San Basilio era ospitium di viandanti ed ospitò Guido d'Arezzo e poi Dante durante il suo viaggio di ritorno dall'ambasciata a Venezia per Guido da Polenta.
- Corbola - www.comune.corbola.ro.it
Dopo la biforcazione del suo delta, a Santa Maria in Punta, il Po traccia un' ampia ansa verso ponente per poi volgersi verso il mare; quell'ansa limita la maggior parte del territorio comunale di Corbola, il più piccolo dei tre comuni dell'isola di Ariano. Corbola rimase sotto gli Estensi fino al 1598, quando passò al papato. Dopo la pace di Tolentino del 1797 fu incorporata nella Repubblica Cispadana e poi nella Cisalpina. Austriaca dal 1815, fu, con Ariano, la prima terra veneta ad essere liberata dagli italiani nella terza guerra d'Indipendenza, nel 1866. Nel corso del XVII sec., per ragioni di opportunità pratica, si spostò pressoché in modo compatto dalla località di Sabbioni al luogo attuale. Corbola si anima soprattutto attorno alle sue due piazze: piazza Roma, centro amministrativo del comune, e piazza Chiesa, così denominata perché era occupata da una vecchia chiesa che é stata demolita.
- Loreo - www.comune.loreo.ro.it
Il territorio di Loreo era anticamente attraversato da un ampio cordone di dune sabbiose (ora quasi interamente scomparse), naturale difesa dal mare. Durante l'Alto Medioevo il territorio, bagnato dal mare, fu sottoposto al governo bizantino, ma in seguito fu considerato dal Ducato Veneto, a tutti gli effetti sua proprietà: la comunità era rappresentata dal gastaldo (funzione civile) e dal pievano (funzione spirituale). Nell'ottobre 1094, grazie al patto militare veneto-loredano che accordava particolari privilegi a Loreo in cambio della difesa perpetua del confine meridionale del Ducato Veneto con il Ducato Ferrarese, la popolazione aumentò e furono erette numerose abitazioni con le caratteristiche calli, all'uso veneziano. Ricorrenti le alluvioni del Po: l'ultima, nel novembre 1951, provocò un'emigrazione massiccia.
- Papozze - http://gal.adigecolli.it/comune.papozze
Un certo Tebaldino di Castel Tedaldo, detto "Papozzo", vendeva nel 1255, alla nobile famiglia Quirini di Venezia, le terre di "Papocia". I Quirini tennero la zona in perfetta pace come avanguardia veneziana in territorio ferrarese. All'inizio del XVI sec., con la morte di Azzo VIII, la lotta per la successione del marchesato vide vari passaggi di mano tra Venezia e gli Estensi. Con la guerra del 1485 Papozze rimase agli Estensi, pur mantenendo i Quirini diversi possedimenti nell'area. Una nuova guerra scoppiò nel 1508 fra la Lega dei Cambrai e Venezia e con la pace del 1516 Papozze rimase nuovamente agli Estensi, il cui dominio durò fino al 1597 quando, alla morte di Alfonso II, in mancanza di eredi legittimi, tutto il ducato tornò alla Santa Sede. A due secoli di governo pontificio seguì la dominazione francese e nel 1815 quella austriaca. Nel 1866, con l'annessione del Polesine al Regno d'Italia, cominciò una lenta rinascita. Con l'avvento delle idrovore a vapore furono finalmente risanate le paludi residue dalle numerose alluvioni. Nuovi disagi vennero con le guerre mondiali e con l'alluvione del 1951 che provocò una forte emigrazione. Papozze, dopo l'alluvione, é stata ricostruita completamente oltre l'argine.
- Porto Tolle - www.comune.portotolle.ro.it
La zona si chiamò, fino al 1867, San Nicolò d'Ariano. Il territorio di Porto Tolle é quindi recente, essendo affiorato in seguito al Taglio di Porto Viro (1604). La nuova zona veniva sfruttata dai veneziani per la caccia, la pesca e l'agricoltura e vi si installarono i Tiepolo, i Venier, i Vendramin, i Papadopoli ed altre nobili famiglie. Nel 1797, caduta Venezia a seguito dell'invasione francese, il comune fu annesso alla Provincia di Ferrara e tornò a far parte del Veneto nel 1815, con la dominazione austriaca. Nel 1866 il Polesine fu unito al regno d'Italia e il territorio rimase a lungo povero e malsano. Solo nel dopoguerra fu bonificato e, con la riforma agraria, si ripopolò. Però le proprietà assegnate alle famiglie non erano abbastanza grandi da garantire la sussistenza. Infine, con le alluvioni del 1951 e 1966, la metà degli abitanti abbandonò la zona. Un certo sviluppo del centro di Ca' Tiepolo iniziò con la costruzione della centrale termoelettrica di Polesine Camerini. Ca' Tiepolo é la sede comunale.
- Porto Viro - www.comune.portoviro.ro.it
Il comune di Porto Viro nasce il 1°gennaio 1995 dalla fusione dei comuni di Donada e Contarina, già uniti nel passato, nel 1929, e ridivisi nel 1938. I motivi espressi dai due comuni che hanno portato all'unificazione sono legati al fatto che i territori delle due cittadine sono uniti di fatto, tanto che tra i due centri non c'é soluzione di continuità. Porto Viro prende il nome dalla località in cui Venezia operò il taglio del Po, nel 1604. Nel 1484 il territorio era passato sotto il dominio della Serenissima e diverse famiglie veneziane come i Contarini, i Donà delle Rose, i Capello e altri, avevano preso possesso delle terre lasciandovi il proprio nome: Contarina e Donada ne sono un esempio. La costituzione a Parrocchia di Contarina risale alla seconda metà del Seicento. Dopo Campoformio fece parte della Repubblica Cisalpina; con gli austriaci, nel 1815, divenne comune autonomo del regno lombardo-veneto. Diventata italiana nel 1866, fu riconosciuta comune nel 1871. Nel 1860 Donada divenne parrocchia della Diocesi di Chioggia. Al centro esatto tra Contarina e Donada si apre piazza della Repubblica realizzata, come il Palazzo del municipio, nel 1933, quando i due comuni, già uniti dal 1929 in quello di Taglio di Porto Viro, assunsero il nome di Porto Viro.
- Rosolina - www.comune.rosolina.ro.it
Il territorio del comune di Rosolina é di recente origine, ad eccezione del cordone delle dune di sabbia che risale all'epoca romana. Le terre ad est del cordone dunoso sono emerse intorno al 1152 e furono vendute all'asta dalla Repubblica di San Marco alle famiglie patrizie Morosini, Mocenigo, Venier, Segreda e altre che diedero il nome a campagne, valli e lagune. Una parte cosiderevole di terra andò ai Sanudo che formarono la prima piccola comunità di terraferma: Ca' Sanudo. Il nome Rosolina divenne ufficiale nel 1835 quando il paese fu incorporato nel Regno lombardo-veneto. Degno di nota é il Casone di Valle Venier la cui fama é legata al fatto di essere stato per un breve periodo dimora di Giordano Bruno, ospite di Giovanni Mocenigo. Questo "paese dei laghi e delle dune" ha nelle risorse naturali le sue fonti primarie di economia: pesca, mitilicoltura, coltivazione orticola e turismo. Il turismo balneare ha fatto un notevole balzo in avanti negli ultimi anni grazie a Rosolina Mare e ad Albarella, suggestive località balneari ben servite. Tra le bellezze paesaggistiche va segnalata la vasta pineta che per nove chilometri va dalla foce dell'Adige a punta Caleri.
- Taglio di Po - www.comune.tagliodipo.ro.it
Taglio di Po é il nome che prese la zona a destra del Po di Venezia all'inizio del XVII sec., in ricordo del più grande intervento realizzato dall'uomo nel Polesine in tutti i tempi: la diversione del corso del Po. I primi ad insediarsi nell'area furono, nel 1630, pescatori, cacciatori e pastori fedeli a Venezia e contrari allo Stato Pontificio. Nel '700 i veneziani si impadronirono del territorio e, scavato lo Scolo Veneto, tracciarono con questo un nuovo confine sull'Isola di Ariano. Nel 1797, con la caduta della Repubblica di Venezia, Taglio di Po venne annesso alla provincia di Ferrara; successivamente passò sotto dominazione austriaca e nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. Con i lavori di bonifica ci fu un progressivo miglioramento dell'agricoltura e delle condizioni di vita della popolazione. Oggi Taglio di Po ha un aspetto moderno e vivace e si sviluppa attorno alla grande piazza.