VOLANO - MESOLA GORO
A spasso col Duca
Partendo dal centro di Mesola, dopo una visita al Castello, il percorso prosegue verso la seicentesca Torre dell’Abate e al vicino Bosco della Fasanara. Costeggiando, verso il mare, il Bosco della Mesola, si raggiunge invece la settecentesca Torre Palù. Portandosi poi verso la laguna si arriva al centro di Goro.
Il riflesso del verde
Un percorso in bicicletta che si sviluppa sul ricamo del fiume: partendo da Mesola, percorrendo in direzione sud l’argine, con il Bosco planiziale della Mesola da un lato e il corso del Po dall’altro, si giunge a Goro. Arrivando fino alla Foce del Po, in prossimità di Gorino è possibile raggiungere, a piedi o in bicicletta, angoli suggestivi fra lingue di terra che si insinuano nella laguna.
Il volo dei fenicotteri
Percorrendo, per un breve tratto, la strada Giralda retrostante il complesso abbaziale di Pomposa, si raggiunge la strada per Volano. Passando dalle valli Canneviè – Porticino e dal centro di Volano, si apre l’incantevole paesaggio delle valli Bertuzzi, Cantone e Nuova.
In questa area, da diversi anni, da aprile a ottobre, vive una numerosissima colonia di fenicotteri. Attraverso la strada panoramica Acciaioli – direzione sud – si raggiunge l’accogliente litorale comacchiese.
COMACCHIO
In cammino sui ponti
Dal monumentale Ponte Trepponti si arriva al ponte degli Sbirri e costeggiando il canale di Via Agatopisto si incontra il ponte di San Pietro; passando sull’altra riva e attraversando un piccolo ponte in cotto (Ponte Pizzetti) – girando subito a sinistra – si segue poi il corso del canale di via Buonafede, arrivando nella parte retrostante dell’ex Ospedale (il vicolo sulla destra riporta su via Agatopisto). Si prosegue per via E. Fogli, seguendo il corso delle acque, si passa accanto al ponte di Via Cavour. Attraversando altri due ponti su via Carducci, in Rione Carmine, si percorre via del Rosario e di seguito via Muratori. Si è di nuovo al Ponte Trepponti.
La "storia" della tradizione
Dal Santuario di S.M. in Aula Regia, dopo la visita alla Manifattura dei Marinati (centro visita del Parco) percorrendo il porticato dei Cappuccini si arriva al centro della città: ecco la Cattedrale di San Cassianoe l’imponente torre campanaria. Proseguendo verso P.tta U. Bassi e portandosi – a sinistra– in via Cavour, si accede al Sacrario dei Caduti; costeggiando il canale – in fondo a destra – si arriva al rione Carmine, dove si può ammirare l’omonima chiesa dedicata alla Madonna. Salendo sul ponte antistante è chiaramente visibile uno scorcio della chiesa del Rosario – in via Sambertolo. Percorrendo P.zza Folegatti prima, e via E. Fogli poi, si raggiunge la piccola chiesa di San Pietro annessa all’ex Ospedale settecentesco San Camillo ora Museo delle Culture Umane nel Delta del Po.
Navigando sull’acqua
La città sull’acqua si può visitare anche in barca. Diversi i punti di partenza offerti dalle associazioni volontarie che svolgono servizio gratuito di trasporto sulle caratteristiche “batane” i cui attracchi sono posti all’ombra del ponte Trepponti. Di qui partono suggestivi itinerari che danno la possibilità di poter ammirare l’ex Ospedale San Camillo (futuro Museo delle Culture Umane nel Delta del Po), l’antistante Palazzo Bellini e il contiguo Museo del Carico della Nave Romana.
VALLI DI COMACCHIO
Sulle ali del Cavaliere d’Italia
Partendo da Comacchio, in direzione Ostellato, si percorre un tratto della provinciale per svoltare, a destra, sul ponte che conduce verso verso le aree bonificate; seguendo le indicazioni per Anita (merita un sosta Valle Zavelea) si raggiunge il fascinoso Argine Agosta che costeggia le Valli di Comacchio. Poco prima di arrivare ad Anita si piega a sinistra verso l'area meridionale delle Valli.
Valli di Ostellato. Seguendo la strada provinciale per Ostellato che costeggia il canale navigabile, si raggiungono agevolmente le omonime Vallette (tel. 0533 680376): un'oasi naturalistica di particolare fascino che offre numerose possibilità di visita.
I riflessi della valle
Il circuito nella parte meridionale delle Valli prende avvio poco prima di Anita. Dirigendosi verso la Foce del Reno, a piedi o in bicicletta, è possibile proseguire sull’argine del fiume Reno: l’area è un vero paradiso degli uccelli: fenicotteri, aironi, avocette, gabbiani rosei e corallini.
Di grande suggestione, il paesaggio offre angoli d’interesse naturalistico con scorci fra acqua e cielo fra le valli e il fiume.
Nel mondo dell’anguilla
Nel mondo dell’anguilla ci si può addentrare a piedi, in bici o a bordo di una barca. Natura, ambiente e storia intrecciate con la tradizione della pesca: è quanto emerge dalla visita ai “Casoni di Valle” – Serilla, Coccalino, Pegoraro - riportati all’antico impianto originale. All’inizio del percorso, in Stazione Foce, è attivo un punto informativo da cui hanno inizio i percorsi in barca nelle valli di Comacchio.
PINETA SAN VITALE - PIALASSE DI RAVENNA
Dalla valle alla riserva
Dalla SS Romea, svoltando verso ovest, poco più a sud del fiume Reno, si raggiungono i centri di Mandriole e S.Alberto. Qui, portandosi sull’argine del Reno, l’antico Po di Primaro, si può accedere ad un piccolo traghetto (affitto bici e canoe) che consente di arrivare sulla sponda opposta, in prossimità della valle Furlana posta nella parte meridionale delle Valli di Comacchio: un’Oasi protetta dove nidificano e vivono aironi, garzette, volpoche, spatole. Verso est, si può ammirare la penisola di Boscoforte e visitare le valli di Comacchio attraverso un percorso lungo oltre dieci chilometri. Puntando invece verso ovest l’argine costeggia le ampie valli: proseguendo verso l’interno non può mancare una visita alla riserva naturale di Alfonsine: un habitat ricco di stagni e boschetti.
I riflessi della pineta
Dalla SS Romea, svoltando per via Fossatone si entra nella secolare Pineta S. Vitale fino a raggiungere un’ampia radura dove sorge la Cà Vecchia, Centro di didattica ambientale del Parco (0544 446866). Da qui si snoda un percorso fruibile a piedi o in bicicletta che consente di visitare la caratteristica chiesetta della Madonna del Pino, di attraversare i ponticelli sul Canale Fossatone, di raggiungere bassure ove ammirare aironi, folaghe, anatre e infine, di scoprire la Pialassa della Baiona, una laguna salmastra ricca di pesce e avifauna (un lungo argine permette di attraversarla). La Valle Baiona può essere raggiunta anche da via delle Valli (area Prato Barenicolo) e dalle località di Porto Corsini e Marina Romea.
Fra oasi verdi
Attraverso la SS Romea si raggiunge agevolmente la foresta allagata di Punte Alberete, presso il Canale Fossatone. Dall’ampio parcheggio posto in fregio alla statale, la visita si può sviluppare all’interno dell’Oasi (preferibilmente accompagnati da una guida dell’associazione ARCA - tel. 0544 465019). Il percorso dura circa 2 ore e attraverso comodi punti di osservazione è facile ammirare aironi, marangoni minori, sgarze ciuffetto, morette tabaccate. Un po’ più a nord di Punte Alberete una torretta di avvistamento consente una visione ottimale di Valle Mandriole: un paradiso per gli amanti delle foto naturalistiche e del birdwatching, ove nidificano tutti gli aironi europei.
PINETA DI CLASSE E SALINE DI CERVIA
Nel cuore della Pineta
Si percorre la SS 16 Adriatica. In località Fosso Ghiaia è posto l’ingresso alla Pineta di Classe dal quale si arriva al Parco 1° Maggio, cuore della Pineta. Qui partono suggestivi percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo. Inoltrandosi in direzione est si raggiungono la pineta costiera e le dune litoranee oppure, procedendo verso sud, si osservano le zone umide dell’Ortazzo e dell’Ortazzino dove si ammirano garzette, folaghe, sterne, cavalieri d’Italia. I percorsi possono essere ugualmente fruibili giungendo da sud (Cervia – Milano Marittima – Lido di Savio – Lido di Classe) o da nord (Lido di Dante) e persino da Ravenna, percorrendo gli argini dei Fiumi Uniti.
Storicamente verde
La secolare Pineta di Cervia offre numerosi percorsi di visita in bicicletta, a piedi o magari di corsa, seguendo il “percorso vita” che si snoda fra i pini: l’ingresso principale è posto a Milano Marittima. Le “vie della pineta” si insinuano in ogni direzione: verso sud si giunge a Cervia mentre, nel senso opposto – nord – si può raggiungere Lido di Savio. Verso ovest, invece, si trova un luogo ideale per la salute del corpo: le terme. Poco distante: l’oasi di assoluta tranquillità del Parco naturale di Cervia dove si possono ammirare cervi, daini e anatre di ogni specie.
La via del sale
Le millenarie Saline di Cervia rappresentano, oggi, uno straordinario connubio tra lavoro umano e ambiente. Sono facilmente raggiungibili procedendo sulla SS 16 Adriatica.
Le saline sono rigorosamente protette ed ospitano migliaia di uccelli tra cui fenicotteri, avocette e gabbiani corallini. Possono essere ammirate in auto o in bicicletta percorrendo la strada che da Cervia porta verso Forlì. Alcuni tratti esterni del bacino salino sono percorribili a piedi. Per visite all’interno della Salina è necessario rivolgersi al Corpo Forestale dello Stato (tel. 0544 980193) o al Centro Visita del Parco presso le Saline (tel. 0544 973040).